Agenti di Commercio, una categoria in continua evoluzione

By | 26 settembre 2017

Agenti di Commercio, una categoria in continua evoluzione
Sempre più frequentemente, negli ultimi anni, si è sentito parlare degli agenti di commercio ma forse soltanto pochi sanno effettivamente chi sia questa categoria e quali siano le caratteristiche.
Innanzitutto parliamo di una rete molto ampia, in Italia gli agenti sono più di 300.000 e hanno tutti un unico obiettivo: mettersi in gioco, ogni giorno, ogni momento, con molta passione considerato che l’agente (o rappresentante ) sa che i suoi guadagni provengono dall’attività di vendita e variano, in termini percentuali, a seconda dell’impegno profuso durante l’esecuzione della prestazione.
L’agente si potrebbe definire un piccolo imprenditore, con tutti i rischi che conseguono dallo svolgimento di tale attività ,e si occupa di fare da intermediario tra le aziende e i vari distributori dei prodotti, alias clienti.
Mentre il rappresentante ha il potere di stipulare per nome e per conto della Casa Mandante i contratti di vendita del prodotto, l’agente ha la facoltà di favorirne la conclusione ;infatti l’art 1742 c.c dispone :”col contratto d’agenzia una parte assume stabilmente l’incarico di promuovere ,per conto dell’altra ,verso retribuzione, la conclusione di contratti in una zona determinata”.
Nel linguaggio comunemente usato si parla di agenti e rappresentanti quasi come se fossero categorie differenti. In realtà il rappresentante e’ colui il quale ,avendo la “rappresentanza “dell’azienda ,ha il potere di vincolare quest’ultima al contratto stipulato col cliente; infatti le disposizioni inerenti il contratto di agenzia “si applicano anche nell’ipotesi in cui all’agente è conferita dal preponente la rappresentanza per la conclusione di contratti”:con tale indicazione si vuole sottolineare come il ruolo dell’agente munito di rappresentanza non si concretizzi solo nel recepire ordini e verificare le proposte contrattuali ,ma anche e soprattutto nello stipulare direttamente contratti in nome e per conto della Casa Mandante la quale non potrà rifiutarli avendo già ,a priori, prestato il proprio consenso mediante il conferimento della rappresentanza :ciò ,diversamente da quanto accade per l’agente il quale non può vincolare la preponente che si riserverà il diritto ,entro i tempi stabiliti dagli Accordi Economici Collettivi ,di evadere o meno gli ordini ,chiaramente giustificando un eventuale rifiuto.
Tale categoria si colloca a metà strada tra il lavoro autonomo e quello subordinato tant’è che viene definito lavoratore parasubordinato;il primo riconoscimento di parasubordinazione si e’ avuto con la Legge n. 533/73 che introdusse un terzo punto al primo comma dell’art 409 del codice di procedura civile e che ha previsto la conseguente applicazione(del rito del lavoro) anche “ai rapporti di agenzia e rappresentanza commerciale e a tutti gli altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione d’opera continuativa e coordinata,prevalentemente personale ,anche se non a carattere subordinato”.
Da qui possiamo evincere che l’agente e il rappresentante rappresentano (l’allitterazione e’ inevitabile )la tipica forma di lavoro parasubordinato perché sono presenti entrambi i requisiti previsti per lo svolgimento di tale attività ,ossia il carattere prevalentemente personale della prestazione e l’assenza di occasionalità trattandosi di attività continuativa e stabile.
La normativa che regolamenta gli agenti di commercio e’ contenuta nel codice civile dall’art 1742 al 1752,nella Direttiva CEE 86/653 e negli Accordi Economi Collettivi settore commercio e settore Industria all’interno dei quali viene dettagliatamente descritto il ruolo dell’agente che abbia sottoscritto il mandato con Casa Mandante.
Gli AeC sono fondamentali per la regolamentazione dei vari aspetti della “ vita “ dell’agente in quanto indicano quali siano gli obblighi e i diritti tra le parti ,le varie clausole che possono essere inserite nel mandato, le provvigioni ,la zona di attività e le variazioni del contenuto economico del rapporto ,il patto di non concorrenza ,le indennità di cessazione del rapporto ,argomento sul quale tanti e tanti sono stati i conflitti giurisprudenziali e dottrinali in merito trattandosi di indennità rilevanti dal punto di vista economico ;vi sono poi riferimenti alla sospensione dell’attività per infortunio e per gravidanza(ultimamente si è diffuso molto questo lavoro tra le donne, essendo flessibile ,non soggetto ad orari e con modalità di svolgimento comode).
Di notevole importanza ,ai fini della regolamentazione del rapporto d’agenzia, è la direttiva Cee 18 dicembre 1986 n 653 che ha modificato sostanziale la disciplina in vigore fino a quel momento e che ha il potere di vincolare tutti i paesi membri per quanto concerne il risultato da raggiungere; in virtù del principio della prevalenza del diritto comunitario su quello interno ,il giudice sarà chiamato ad interpretare la legge dello Stato a cui appartiene in conformità al contenuto della direttiva la quale necessiterà sempre di un provvedimento di recepimento perché non direttamente applicabile all’interno dei vari stati .
Da qui una serie di provvedimenti per l’adeguamento alla direttiva che hanno influito sul contenuto, soprattutto economico ,degli accordi negoziali.
La categoria degli agenti di commercio e’ quindi in continua evoluzione in quanto i trend del mercato,le varie crisi che attraversano il nostro Paese, impongono un costante aggiornamento delle strategie di marketing ,delle tecniche di vendita e delle modalità di sviluppo e cura degli affari per poter soddisfare al meglio la domanda: ecco perché e’ imprescindibile la formazione continua degli agenti.

avv. Maria Rosaria Pace

www.avvocatopace.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *