Breve indagine sul settore Alimentare nel 2019

di | 18 ottobre 2019

Nel biennio 2019-2020 in Italia vola il settore alimentare

Per un Pil che non cresce c’è un settore, quello alimentare, che in Italia sembra procedere a gonfie vele. A rivelarlo è l’indagine condotta dal Food Industry Monitor, l’osservatorio voluto e promosso dal gruppo bancario Ceresio Investors in sinergia con l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. I dati di questo quinto rapporto evidenziano che nel primo semestre del 2019 il comparto in questione è cresciuto in maniera esponenziale e che, secondo le previsioni, continuerà a farlo almeno fino al termine del biennio 2019-2020.

A dare la spinta al settore alimentare parrebbero essere, stando a quanto rivelato dall’indagine recentemente divulgata, una serie di fattori che hanno una forte incidenza sullo sviluppo di questo comparto, importantissimo per la crescita del Paese: ci riferiamo ad esempio all’innovazione dei processi produttivi, al valore sempre più apprezzato dell’artigianalità, al legame con il territorio e, ovviamente, alle eccellenze di cui l’Italia tutta può fregiarsi a pieno titolo.

I dati raccolti dall’osservatorio si basano sul trend registrato in 823 aziende nostrane operanti nel settore food: fanno parte di questo campione sia cooperative che imprese a conduzione familiare, alcune delle quali controllate dall’estero ma operanti, a livello produttivo, entro i confini italiani.

Il caffè è capofila. Sul podio ci sono anche la farina e i distillati

La crescita rilevata dall’osservatorio del Food Industry Monitor riguarda in particolar modo la filiera del caffè, ma vanno forte anche le farine e i distillati. A seguire tutta una serie di eccellenze all’italiana, quali la pasta ed il vino. Fatturati interessanti anche sul fronte dei surgelati, dell’acqua e delle aziende specializzate nella produzione dei packaging.

Se la passano peggio, ma non male, il latte, l’olio e i salumi. Sebbene i dati snocciolati dall’osservatorio evidenzino che il settore alimentare procede a vele spiegate, lo stesso non si può purtroppo dire dei canali e-commerce delle aziende italiane: solo il 30% di queste realtà nostrane ha deciso di investire nelle vendite online, mentre le altre continuano ad ignorare le potenzialità del web.

Buone notizie, infine, per quanto riguarda l’export: le imprese del territorio stanno crescendo anche in questo senso, tant’è che il 30% di esse realizza la metà dei profitti annuali proprio grazie ai ricavi che ottiene in territorio estero. Un dato, questo, che conferma ancora una volta quanto il marchio Made in Italy, quale sinonimo di qualità e artigianalità, sia apprezzato in ogni dove.

Lo staff

TrovoAgente.it

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