Cosa si beve in Italia (Andamento dei consumi di bibite)

di | 20 ottobre 2014
Cosa si beve in Italia (Andamento dei consumi di bibite)

Cosa si beve in Italia (Andamento dei consumi di bibite)

La perdurante crisi economica ha avuto conseguenze rilevanti anche sui consumi di bibite nel nostro paese. Il calo verificatosi nel corso degli ultimi tre anni, si è riverberato su tutti i canali di vendita, anche se in maniera diversa. Le bibite rinfrescanti, vissute dagli italiani come un consumo non proprio indispensabile, sono evidentemente state sacrificate sull’altare dell’equilibrio dell’economia familiare. I dati disponibili, che riguardano il 2013, indicano infatti una certa debolezza del settore rispetto alle medie europee, se si pensa che in base alle stime di Unesda/Canadean gli italiani consumerebbero una media di 61 litri all’anno, ben trentacinque in meno rispetto alla media dell’Unione Europea. Un consumo peraltro già in calo, considerato che solo nel 2012 si era verificato un calo del 3,7% rispetto ai dodici mesi precedenti. 

Le bibite sode

Il comparto che ha risentito maggiormente della difficile situazione del paese è stato quello delle bibite sode, ovvero gassate o bicarbonate, che è peraltro quello più consistente.

Nel corso del 2012 si è fermato a quarantotto litri di consumo pro capite, anche in questo caso largamente sotto la media UE. In questo segmento di mercato perdura il primato delle cole, che rappresentano oltre la metà del volume complessivo riuscendo a contenere le perdite meglio delle altre bibite. Si fermano invece al 20% del totale le aranciate, mentre riescono a ritagliarsi il 9% le gassose al limone e le bibite lemon-lime. Più staccati i chinotti, fermi al 3% mentre aperitivi e acque toniche riescono a conseguire il 3,5% per quanto concerne il volume, arrivando però al doppio relativamente al valore.

Il settore in questione ha tra l’altro cercato di reagire alla situazione con un certo attivismo sfociato in una offerta sempre più variegata, ampliata in particolare dalla proposta di bibite gassate senza zuccheri. Una proposta che ha trovato larghi consensi, visto che nel settore delle cole la versione senza zucchero rappresenta ormai il 15% del totale.

Bibite piatte e funzionali

Per quanto riguarda invece le cosiddette bibite piatte, la situazione è rimasta sostanzialmente invariata. In questo comparto risalta il tè freddo, che è la seconda bibita più gradita dagli italiani dopo la cola, con circa dieci litri consumati ogni dodici mesi. A fare la voce grossa è soprattutto quello normale, che colleziona l’87% del totale, lasciando il resto alla versione light e al deteinato. Mentre nell’ambito dei gusti, al consueto successo della frutta, soprattutto limone e pesca, si aggiunge quello sempre più rilevante del tè verde, ormai arrivato ad un decimo del complesso. Da notare come in Italia non riesca a decollare il caffè freddo RTD, a differenza di quanto accaduto in paesi come Giappone e USA.

Infine le bibite funzionali, che rappresentano il 3,3% in quanto a volumi, arrivando però all’8% in termini di valore. In questo settore continuano a regredire le bevande isotoniche, a differenza di quanto accade per le bevande energetiche, sempre più usate nel corso delle competizioni o degli allenamenti.

Lo staff di Blog.TrovoAgente.it

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