Dimissioni dell’agente Come e quando rassegnare le dimissioni senza perdere il diritto alle indennità

di | 7 giugno 2016

DimissioniAncora oggi, durante le mie consulenze legali, mi trovo di fronte ad agenti, sia mono che plurimandatari che, usando la loro stessa espressione “ per una questione di principio, per contrasti insanabili con il capo area, per diversità di vedute con la proprietà” , rassegnano le dimissioni volontariamente, senza sapere che, tale atto formale, comporta per l’Agente la perdita del diritto al riconoscimento delle indennità derivanti dalla risoluzione di fine rapporto.

Su dati esperienziali mi sento di affermare che “atteggiamenti” da parte della Casa Mandante che spesso appaiono incomprensibili agli occhi dell’Agente, in realtà sono studiati “a tavolino” al fine di esasperarlo ed indurlo a rassegnare le dimissioni, non dovendo in tal modo riconoscergli alcuna indennità.

Quindi, la regola generale è quella di NON RASSEGNARE MAI LE DIMISSIONI.

Tuttavia, Vi sono delle fattispecie previste a tutela dell’Agente in caso di volontà di dimissioni, che gli garantiscono di non perdere le indennità previste per la risoluzione del rapporto: tali casi si hanno qualora vi sia grave inadempimento da parte di Casa Mandante ossia, a titolo esemplificativo e non esaustivo, omesso e/o ritardato versamento delle provvigioni, omesso versamento contributi previdenziali Enasarco, violazione dell’obbligo di esclusiva, variazioni di zona di rilevante entità.

In tali casi l’Agente non perde il diritto alle indennità in quanto il rapporto si risolve per fatto imputabile alla Casa Mandante.

Appare chiaro ed evidente, quindi, come la modalità per rassegnare le dimissioni per fatto imputabile alla Casa Mandante sia particolarmente delicata e deve essere corredata di tutti gli elementi tecnico-giuridici necessari al fine di evitare di perdere il diritto alle indennità di fine rapporto.

È opportuno sottolineare che, in ipotesi di contestazione da parte di Casa Mandante, in relazione ai propri gravi inadempimenti, l’onere probatorio degli stessi è a carico dell’Agente, motivo per il quale prima di rassegnare le dimissioni occorre da parte di un esperto un’analisi completa ed articolata delle intere vicende che caratterizzano il rapporto di agenzia esistente ove la prima valutazione sarà concernente la documentazione probatoria in possesso dell’Agente; per la qual cosa invito sempre ad avere cura nella conservazione di tutti i documenti necessari al fine di dimostrare le ragioni poste a sostegno delle proprie dimissioni.

 

Avv. Maria Rosaria Pace

www.avvocatopace.com

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