Indennità di incasso / indennità maneggio denaro

di | 23 febbraio 2017

indennità incassoIn questo approfondimento esporrò le particolarità dell’attività di incasso e di come è indicata  nel settore Commercio e  Industria.

La normativa codicistica (art. 1744 c.c.) non autorizza l’Agente a riscuotere i crediti del Preponente ma ciò non toglie, tuttavia,  che lo specifico incarico non possa essere conferito.

Il problema principale è quello relativo al compenso da corrispondere all’Agente nel caso in cui, per effetto di un accordo negoziale pattuito tra entrambe le parti, egli incassi somme per conto della Casa Mandante o se effettui comunque tale attività di fatto, cioè in assenza di una specifica pattuizione contrattuale.

Un orientamento giurisprudenziale prevalente ha sancito che,  qualora l’esercizio di tale attività sia stata stabilita all’origine nell’accordo negoziale,  essa non dia luogo ad un rapporto autonomo che richieda un compenso separato ma si deve considerare compresa nelle provvigioni; qualora, invece, tale attività sia accessoria rispetto a quella principale essa richiede una propria remunerazione.

Gli Accordi Economici Collettivi disciplinano in maniera completamente diversa dalla giurisprudenza il compenso stabilito per l’attività di incasso: l’art. 6 A.E.C. Industria 2014 prevede che: “Nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa mandante, con responsabilità dell’agente per errore contabile, dovrà essere stabilita una provvigione separata o un compenso aggiuntivo in forma non provvigionale, in relazione agli affari per i quali sussista l’obbligo della riscossione. L’obbligo di stabilire la provvigione separata o il compenso di cui trattasi non sussiste per il caso in cui l’agente o rappresentante svolga presso i clienti della sua zona la sola attività di recupero di somme per le quali dai clienti medesimi non siano state rispettate le scadenze di pagamento.”

Preciso che per attività continuativa si intende quella che si reitera nel tempo e non già quella limitata ad una prestazione saltuaria; il compenso per questo tipo di attività deve essere stabilito separatamente e riguarda solo “affari” per i quali sussista l’obbligo della riscossione.

L’A.E.C. Commercio 2009, all’art. 4 prevede che: “ nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa mandante, con responsabilità dell’agente per errore contabile, o di svolgere attività complementari e/o accessorie rispetto a quanto previsto dagli artt. 1742 e 1746 Cod. Civ., ivi comprese quelle di coordinamento di altri agenti in una determinata area, purché siano specificate nel contratto individuale, dovrà essere stabilito uno specifico compenso aggiuntivo, in forma non provvigionale”.

Entrambi gli Accordi Economici Collettivi non richiedono una particolare forma per la pattuizione di tale attività ma che essa debba essere resa per iscritto lo si può ricavare dalle disposizioni ivi contenute ove si fa obbligo di precisare per iscritto “la misura delle provvigioni e dei compensi”.

Vi consiglio di far analizzare sempre il mandato da un legale esperto in materia, sia, se possibile,  all’atto della sottoscrizione dell’accordo, sia in pendenza di rapporto che alla cessazione dello stesso al fine di verificare se vi siano o meno i requisiti o meno per l’eventuale richiesta di un’indennità che va formulata con tutti i crismi giuridici.

Avv.Maria Rosaria Pace                                                                                                                             www.avvocatopace.com

2 pensieri su “Indennità di incasso / indennità maneggio denaro

  1. Antonio

    Buongiorno avvocato,vorrei farle una semplice domanda:molte aziende applicano una percentuale di maneggio denaro irrisoria giusto per essere in regola con il mandato,ma questa percentuale non copre neanche le spese di un agente.non potendo ovviamente negoziare gli agenti sono costretti ad accettare…come si agisce in questi casi?È impugnabile successivamente un contratto sottoscritto dalle parti,ma che di fatto non ristora il lavoro accessorio svolto dall’agente?È perchè la legge non disciplina queste percentuali?grazie

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    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Gentile Agente ,
      Nel mandato d’agenzia viene inserita la percentuale per l’attività di incasso svolta dall’agente che deve essere indicata ,in fattura ,separatamente rispetto alla percentuale della provvigione prevista come retribuzione per lo svolgimento dell’attività principale,che è appunto quella della promozione secondo quanto stabilito dagli artt 1742 e ss Codice Civile (essendo l’attività di incasso /maneggio denaro accessoria come obbligazione ).In rari casi si può trattare con il preponenente per stabilire una percentuale di incasso più elevata,soprattutto quando riguardi maneggio di cifre piuttosto esose ,per cui vi può essere una responsabilità dell’agente per errore contabile .
      Sottoscrivendo il mandato,si vanno ad accettare tutte le clausole al suo interno inserite(tra cui anche la fattispecie alla quale lei si riferisce),fermo restando che,all’atto della cessazione del rapporto ,bisognerà valutare ogni singolo punto del rapporto negoziale al fine di vedersi riconosciuti tutti i diritti spettanti .Per qualsiasi altra informazione,può contattarmi in privato .
      Cordialit
      Avv Maria Rosaria Pace

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