Irregolarità versamenti Enasarco

di | 5 gennaio 2017

Irregolarità versamenti Enasarco
Per gli agenti di commercio il sistema pensionistico prevede l’assicurazione obbligatoria alla gestione pensionistica degli autonomi del commercio gestita dall’Inps e l’assicurazione, altrettanto obbligatoria, all’Enasarco (assicurazione integrativa).

Sovente mi capitano casi di omesso versamento della contribuzione Enasarco e/o di regolarizzazione in data successiva.

Ai sensi dell’art.7 della L.12/73, “Il preponente è responsabile del pagamento dei contributi anche per la parte a carico dell’agente” e ciò in conformità a quanto stabilito dall’art.8 del Regolamento Enasarco attualmente in vigore per il quale “l’obbligo di pagamento dei contributi … è a totale carico del preponente, il quale è esclusivo responsabile del pagamento anche per la parte a carico dell’agente”. Ciò significa che l’Ente di Previdenza Enasarco ha titolo per richiedere il pagamento integrale dei contributi al solo preponente, al quale è però riconosciuto “il diritto a trattenere la parte dei contributi a carico dell’agente e del rappresentante di commercio”. La Legge 12/73 precisa tuttavia che tale diritto riconosciuto al preponente “deve essere esercitato all’atto del pagamento delle somme a cui si riferiscono i contributi”. La norma ha lo scopo di disincentivare le ipotesi di mancata regolarizzazione contributiva e previdenziale, attraverso la sanzione della irrecuperabilità postuma dei contributi nei confronti dell’agente di commercio. Nel caso di omessa regolarizzazione dell’agente presso l’Enasarco e di successivo recupero da parte dell’Enasarco dei contributi omessi nei confronti del solo preponente, un agente si è visto richiedere dalla mandante la restituzione della quota parte dei contributi versati a carico dell’agente. Con l’interessante sentenza n.561 del 08.04.2014 la Corte d’Appello di Bologna ha rigettato la richiesta della mandante ed ha statuito che in caso di omessa regolarizzazione contributiva dell’agente presso l’Enasarco, la mandante perde il diritto di recuperare la parte del contributo a carico dell’agente SE NON LO TRATTIENE CONTESTUALMENTE AL PAGAMENTO DELLE PROVVIGIONI cui si riferiscono i contributi stessi. Quindi la quota contributiva a carico dell’agente di commercio ( 50 %) può essere trattenuta dalla mandante solo al momento in cui queste vengono pagate.

Le ditte mandanti che non osservano queste regole non possono quindi pretendere dagli agenti il rimborso del 50 % contributi versati e tantomeno trattenerli dalle provvigioni maturate e maturande successive alla cessazione del rapporto. In tal caso i contributi previdenziali rimangono completamente a loro carico e perdono il diritto di rivalsa degli stessi.

Il regolamento Enasarco stabilisce che, nell’ipotesi di denuncia spontanea dei versamenti contributivi omessi, l’attuale regime sanzionatorio prevede, relativamente alla contribuzione dovuta nell’ultimo anno, sanzioni ridotte in misura percentuale annua pari al TUR maggiorato di 5,5 punti (fino ad un massimo del 40% del contributo omesso), in luogo della sanzione ordinaria del 30% annuo (fino ad un massimo del 60% del contributo evaso).

Richiedendo spontaneamente l’intervento della vigilanza ispettiva si beneficerà comunque della sanzione ridotta, con il vantaggio di avvalersi dell’apporto consulenziale dell’ispettore, necessario per valutare la effettiva natura giuridica dei rapporti intercorsi con i propri collaboratori, al fine della riconducibilità degli stessi allo schema del contratto di agenzia di cui agli artt. 1742 ss CC. .

Sui periodi contributivi già attestati come regolari, ovvero sui periodi e sulle posizioni contributive regolarizzate dalla ditta a seguito di un precedente verbale, non è consentito effettuare successivi accertamenti, eccetto nei casi in cui la ditta in sede di regolarizzazione abbia assunto comportamenti omissivi o irregolari.

Il pagamento dei contributi, previa compilazione della relativa distinta, è effettuato telematicamente dalla casa mandante, anche per la quota a carico dell’agente, con cadenza trimestrale entro il giorno 20 del secondo mese successivo al trimestre cui si riferisce.

In caso di omesso o insufficiente versamento dei contributi dovuti, il regolamento Enasarco prevede dei regimi sanzionatori speciali (art.38 del Regolamento):

    1. Omesso o inferiore versamento per errore. In caso di omesso versamento o versamento insufficiente, oltre la scadenza ordinaria, dovuti a errori di calcolo, con registrazioni e/o denunce obbligatorie regolarmente presentate, il soggetto è obbligato, oltre al versamento del maggior contributo dovuto, al pagamento della sanzione civile, il cui tasso ufficiale deve essere maggiorato di 5,5 punti e comunque non superiore al 40% dell’importo dovuto.
    2. Omesso o inferiore versamento per volontà di evasione, quando cioè esiste un’omissione del versamento sia un’omissione o una presentazione infedele della registrazione. La violazione, in questo caso, può essere sanata spontaneamente dell’azienda ovvero accertata dall’ufficio:
      • Per la regolarizzazione spontanea è applicato un “ravvedimento” che permette all’azienda la denuncia spontanea della posizione debitoria, da effettuarsi prima di eventuali contestazioni e/o accertamenti comunque entro dodici mesi dal termine per il pagamento, e il versamento dei contributi entro 30 giorni dalla denuncia. Anche in questo caso è applicata una sanzione civile.
      • Per la violazione accertata d’ufficio, l’azienda può regolarizzare entro i 30 giorni dal ricevimento della notifica, versando i contributi dovuti e la sanzione nella misura del tasso ufficiale maggiorato di 8 punti, ma che non può essere superiore al 50% dell’importo dovuto. Se invece l’azienda non provvede al versamento integrale dell’importo omesso, la sanzione è pari al 30%, ma non può superare il 60% dell’importo dovuto.
    3. Omesso o inferiore versamento per oggettive incertezze, nel caso, quindi, di un errore di interpretazione; anche in questo caso viene applicata una sanzione civile.

In ogni caso, il mio consiglio è quello di verificare sistematicamente, attraverso il proprio accesso telematico sul sito Enasarco, il corretto versamento dei contributi previdenziali.

Avv. Maria Rosaria Pace

www.avvocatopace.com

28 pensieri su “Irregolarità versamenti Enasarco

  1. Darmian75

    Buongiorno, io ho lavorato come procacciatore d’affari (ma in verità ero un agente di commercio a tutti gli effetti) per un azienda che naturalmente non mi aveva iscritto all’Enasarco e quindi non versava i contributi. Così per 2 anni e mezzo, alla fine del 2016 mi sono regolarizzato facendo il corso di agente. Nel febbraio del 2017 l’azienda mandante ha avuto un controllo dalla fondazione Enasarco la quale ha rilevato alcune irregolarità nei versamenti (mai effettuati ) per alcuni collaboratori (mai registrati).
    a questo punto la mandante mi chiede il 50% dei contributi da versare, quelli che sarebbere spettati a me se le cose fossero state fatte secondo le regole dall’inizio.
    Io adesso svolgo completamente un altro lavoro, come mi comporto? cosa dice la legge in mertito? Glieli devo dare?
    Grazie.

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    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Buonasera Gentile Agente ,
      Problematica molto frequente quella da Lei descritta:capita,spesso,che le Aziende che non abbiamo regolarizzato la posizione Enasarco e che ricevano un’ispezione,chiedano il versamento anche all’agente che avrebbe dovuto eseguirlo in corso di mandato.
      Non vi e’ giurisprudenza in merito ma l’Enasarco prevede che il diritto a trattenere la parte dei contributi a carico dell’agente e del rappresentante di commercio deve essere esercitato all’atto del pagamento delle somme a cui si riferiscono i contributi.
      Sarà necessario verificare se vi sono ulteriori sanzioni che potrebbero essere inflitte,ma soprattutto occorrerà un’accordo col quale l’azienda dichiari di non aver più nulla a pretendere da Lei.

      Rispondi
  2. Max

    Buona sera Avvocato, sto lavorando da quattro anni per un’azienda come agente plurimandatario.
    Una volta decorsi i primi 6 mesi di prova, non sono mai riuscito ad ottenere un regolare contratto. Nei quattro anni ho sempre emesso fattura trimestrale.
    Ora ho deciso di interrompere tale rapporto causa irregolarità contrattuale.
    Ho possibilità di poter recuperare quanto mai quote enasarco ed indennità varie a titolo di risarcimento?
    La ringrazio anticipatamente per il consiglio.

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    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Buongiorno.
      Per quanto concerne i contributi previdenziali Enasarco e le indennità di fine rapporto ,Lei può assolutamente richiederli.Chiaramente occorre analizzare il contratto e comprendere a quali disposizioni fa riferimento(se AeC o codice civile)e valutare la strada migliore per ottenere quanto Le spetta.
      Inoltre occorre verificare se vi è omissione totale o parziale dei contributi previdenziali,se vi e’ ritardo nella corresponsione delle provvigioni ecc ecc…ci sono vari elementi da prendere in considerazione per tutelare il Suo diritto.
      La ringrazio e La saluto
      Avv Maria Rosaria Pace

      Rispondi
  3. Paride

    Buongiorno
    Ho subito un intervento a cuore aperto dopo vari infarti,e mi hanno messo vari bypass più valvola mitrale,ho richiesto una pensione minima visti i 26 anni di contributi versati. La mia domanda è stata rifiutata perché l invalidità i medici di enasarco l hanno quantificata al 50%.Ora penso sia legittimo che da oggi i miei versamenti siano proporzionati alla capacità lavorativa indicata dai luminari di enasarco e penso di inviare una mail o raccomandata,lei cosa ne pensa ?o forse lo devo fare senza comunicare nulla ?
    Grazie per l attenzione

    Rispondi
    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Buongiorno.
      La disciplina Enasarco purtroppo e’molto complessa e alle volte non tutela i Suoi contribuenti.
      Può certamente inviare una raccomandata per indicare quanto da Lei evidenziato,in seguito qualora dovesse avere difficoltà potrà contattarmi per tentare di definire la questione attraverso altri strumenti.
      La saluto
      Avv Maria Rosaria Pace
      pacemariarosaria1@gmail.com

      Rispondi
  4. Nevio

    Buongiorno.
    Io ho lavorato come agente di commercio per un azienda dal 2005 al 2013. Ad un certo punto non trovavo online i versamenti regolari. Informai l’Enasarco che fece l’ispezione e verificò l’irregolarità ( contributi non versati dal 2007 al 2013 ) con relativo verbale, sanzione e pagamenti ratealizzati. Io avevo ricevuto sempre la certificazione che i contributi erano stati versati ! Nel 2013 l ‘azienda è stata dichiarata fallita. L’Enasarco si è inserita nel fallimento come creditore privilegiato. Il fallimento sarà chiuso a breve ma credo che nessun creditore prenderà alcunché. La mia domanda è : gli anni dal 2007 al 2013 mi saranno riconosciuti almeno in maniera figurativa dall’Enasarco ? Grazie

    Rispondi
    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Gentile Signore.
      Grazie per aver scritto.
      Molto probabilmente i contributi non Le verranno versati.
      L’Enasarco -che si è insinuata come creditore-non e’ riuscito a recuperare il mancato pagamento dei contributi previdenziali ,ritengo che ,di conseguenza,neanche a Lei possano essere versati.
      Avv Maria Rosaria Pace

      Rispondi
      1. marco caiulo

        Assurdo!!!! Soprattutto perché se una ditta non versa i contributi può cmq registrare nuovi mandati all’infinito senza che nessuno la blocchi. Bisogna cambiare il regolamento e bloccare le aziende che non versano i contributi Enasarco, quantomeno evitare che noi agenti ci tratteniamo il 50% direttamente in fattura senza garanzie che venga versato.

        Cordiali Saluti e scusi lo sfogo

        Rispondi
        1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

          Gentile ,capisco molto bene il Suo sfogo .
          Se gli Agenti non si ribellano-come sta facendo Lei – ,purtroppo non cambierà mai nulla !
          Ci batteremo affinché qualcosa muti in melius !

          Rispondi
  5. Pierluigi

    Buongiorno,
    sono titolare di una società che ha rapporto di collaborazione con lavoratore autonomo per attività di servizi e consulenza tecnica.
    Il collaboratore, ex agente di commercio in precedenza, mi fa le fatture con il refuso della ritenuta propria dell’agente di commercio e mi arriva un accertamento dell’enasarco. Se dimostro che la natura dell’attività non è riconducibile a quella di interesse all’Enasarco, può l’ispettore Enasarco concludere la sua ispezione oppure può denunciare il collaboratore autonomo all’INPS, essendo il collaboratore in posizione di difetto nei confronti dell’INPS stessa? L’accertamento è rivolto alla mia società o potrebbe prendersela con il collaboratore con conseguenze peggiori per lui? Andrebbe l’ispettore fuori dal seminato?
    Grazie.

    Rispondi
    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Buonasera e grazie per la Sua domanda.
      Il collaboratore che ha emesso fattura con il riferimento della ritenuta come se fosse Agente di commercio ha fatto sì che l’Enasarco agisse con una verifica ispettiva che porterà ,inevitabilmente ,ad una sanzione nei Suoi confronti e non già nei confronti dell’ex agente.
      Sarebbe opportuno comunicare alla Fondazione che il Suo e’ un rapporto di collaborazione e non di agenzia onde evitare le sanzioni.
      Mi tenga aggiornata in caso intenda procedere.

      Saluti
      Avv Maria Rosaria Pace

      Rispondi
      1. Anita Laguaragnella

        Buonasera;sono una agente di commercio plurimandatario. Una mia ditta non riuscendo a pagare mi ha fatto delle cessioni di credito ma adesso ha deciso di chiudere o fallire deve ancora capire. Oggi mi sono accorto che per 2 anni non mi ha versato i contributi. Cosa succede con le cessioni e i miei contributi??? Se può indicarmi qualcosa la ringrazio..

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        1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

          L’azienda è irregolare dal punto di vista del versamento dei contributi previdenziali Enasarco per cui sarà necessario procedere con una ispezione al fine di recuperare i contributi.
          Anche in caso di fallimento si potrà provare con l’insinuazione come creditore!

          Rispondi
  6. Mauro

    Buongiorno, sono un agente plurimandatario. Una delle mie aziende, con cui intrattenevo un contratto di procacciatore, a seguito di una verifica, ha regolarmente versato i contributi enasarco per gli anni 2015, 2016 e 2017 ed ha registrato regolare mandato dal IV trimestre 2018. Visto che intrattengo buoni rapporti con l’azienda mandante, l’azienda mi fa richiesta di rimborso esclusivamente della parte di contributi versati a mio carico. Come posso regolarizzare fiscalmente la posizione e giustificare la mia uscita di cassa? Devo chiedere una fattura di addebito per l’importo? Eventualmente come deve essere il trattamento dell’iva? Grazie.

    Rispondi
    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Lei non e’ tenuto a versare i contributi previdenziali ENASARCO per la parte che La riguarda .
      Assolutamente no ,lo prevede un articolo specifico del Regolamento Ensarco.
      Non cada assolutamente in questo errore!
      E’ un obbligo della Mandante ,mi contatti su pacemariarosaria1@gmail.com se dovesse avere ulteriori richieste dalla casa

      Rispondi
  7. maria

    Buongiorno, sono un’azienda e quindi soggetto preponente, e i nostri agenti sono tutti plurimandatari. Vorrei avere un chiarimento in caso di cessazione del rapporto (avvenuto a maggio 2018) con il riconoscimento di 6 mesi di periodo di preavviso, e in fase di certificazione ensarco e firr, la fattura di liquidazione indennità comprensiva del mancato preavviso deve essere indicata nella certificazione ?
    Grazie.Saluti

    Rispondi
  8. Marco

    Buongiorno, il mancato versamento dei contributi enasarco da parte della ditta mandante, o il pagamento saltuario di alcune quote, può essere motivo di recesso del rapporto da parte dell’agente per giusta causa. Grazie per l’attenzione.

    Rispondi
    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Certamente Sig Marco .
      L’omesso o il reiterato ritardo nel versamento dei contributi previdenziali Enasarco o del pagamento delle provvigioni e’ da considerarsi come una delle motivazioni per rassegnare le dimissioni per giusta causa .
      E’ bene comunque sempre verificare il contratto per comprendere i tempi previsti per la corresponsione delle provvigioni.

      Saluti
      Avv Maria Rosaria Pace
      0823.1848857

      Rispondi
  9. Maria

    Salve vorrei sapere se un verbale ispettivo del 2013 può accertare e quindi anche sanzionare omissioni contributive a partire dal 2006 e in tal caso a quale regolamento occorre far riferimento. Grazie

    Rispondi
  10. Federico

    buonasera Avvocato.
    Ho lavorato per una Ditta dal mese di dicembre 2017 al mese di gennaio 2019. Ho emesso fattura fino al mese di maggio 2018, anche per solo acconti, poi da diversi comportamenti del titolare ho compreso che probabilmente aveva delle difficoltà economiche e lo stesso mi chiedeva di pazientare, mi dava solo qualche acconto chiedendomi di rinviare l’emissione della fattura. Nel mese di dicembre 2018 gli chiedevo report dei fatturati e soprattutto il contratto che lo stesso mio aveva garantito essere dal commercialista, comunque comunicato all’Enasarco con regolare comunicazione di inizio della collaborazione. Verificavo all’Enasarco e constatavo che non era mai stato comunicato nulla e che non erano stati effettuati i versamenti almeno fino alla regolare emissione della fattura con quanto da me dovuto a titolo di contributi Enasarco. Nel mese di febbraio, verbalmente comunicavo al titolare della ditta chequelle condizioni lavorative non mi permettevanodi non poter più collaborare. Ora come mi consiglia di procedere?

    Rispondi
    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Gentile Federico buongiorno.
      La Casa Mandante ha omesso di versare i contributi previdenziali Enasarco in ossequio alla disciplina vigente in tema di agenzia.
      Chiaramente si parla di un grave inadempimento da parte dell’aziendA alla quale potrebbe ,in primis, chiedere se ha regolarizzato la posizione (anche con un piano di rientro con la Fondazione )dopodiché Lei sarà tenuto ad intervenire onde poter recuperare quanto trattenuto in fattura .
      Si agisce mediante una segnalazione Enasarco i cui ispettori verificheranno la correttezza del versamento dei contributi previdenziali e del FIRR.
      Un saluto
      Avv Maria Rosaria Pace
      pacemariarosaria1@gmail.com

      Rispondi
  11. Salvatore

    Buonasera Avvocato,
    sono in attesa di ricevere lettera di recesso da parte della mandante per giusta causa per una mia inadempienza ( a mio parere discutibile) .
    Stavo cmq controllando dal portale Enasarco , che , la mia posizione risulta non coperta da contribuzione dalla stipula del contratto , ovvero dal 04/2014;
    preciso che nel mese di giugno 2019 la mandante ha subito controllo da parte della Fondazione , a seguito della mia segnalazione .
    Ora nel momento in cui andrò a richiedere la liquidazione del FIRR , a seguito di tale recesso , penso che ci saranno problemi nell’erogazione .
    Di fatti dell’ispezione non ho avuto risvolti ufficiali da parte della fondazione, solo info rilasciate dal titolare della ditta, il quale afferma di essere stato sanzionato ed intimato a pagare , con accordo ed a rate.
    Come mi dovrò comportare nei confronti di entrambi ???
    Grazie anticipatamente

    Rispondi
    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Gentile Salvatore .
      La sua è una problematica molto diffusa.
      Succede ,spesso ,che la Fondazione Enasarco non aggiorni il portale finché non è stata versata l’ultima rata (in caso di ispezione )per cui può accadere che -apparentemente -la Casa Mandante non abbia versato i contributi ma in effetti che essi non risultino se non dopo mesi e mesi.
      Per avere certezza di tutto può fare una “richiesta di accesso agli atti Enasarco “,compilando un modulo da spedire in Fondazione.
      Entro i 30 gg Le verrà allegato il verbale ispettivo ,i contratti di agenzia ,le sanzioni ,i tempi entro cui verranno pagate le rate
      Resto a disposizione
      Saluti
      Avv Maria Rosaria Pace
      0823.1848857

      Rispondi
  12. roberto

    Buongiorno Dott.sa Pace
    Mi sono accorto da una verifica che un’azienda con cui lavoro con regolare contratto plurimandatario dal 2011 non mi ha versato i contributi Enasarco da me scalati in ogni fattura per gli anni 2015-2017-2018-2019 ed i contributi Firr dal 2014 ad oggi, siccome la collaborazione è ancora in corso, vorrei sapere qual’è l’iter che mi consiglia di seguire, se parlarne con l’azienda interessata, fare subito una segnalazione all’Enasarco o se farmi assistere fin da subito da un legale e se interrompere il rapporto di lavoro per giusta causa possa compromettere il pagamento di quanto dovuto.
    Grazie

    Rispondi
    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Buongiorno .
      l’azienda potrebbe aver subito già una segnalazione dalla Enasarco ma -avendo effettuato un piano di rateizzo -non risulta ancora al portale .
      Onde evitare di fare delle scelte non corrette (dimissioni giusta causa )La invito ad attuare la richiesta di accesso agli atti ,una domanda che Le permetterà di sapere con certezza se l’azienda sta versando i contributi e solo dopo-se e’ il caso – agire .
      Resto a disposizione
      Saluti cordiali
      Avv Maria Rosaria Pace

      Rispondi

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