Restituzioni acconti provvigionali-Quando e perché li richiede la Casa Mandante

Restituzione Acconti provvigionaliHo ritenuto opportuno affrontare il tema della restituzione degli acconti provvigionali in quanto nell’ultimo periodo diverse sono state le problematiche sottoposte alla mia attenzione da parte dei gentili Agenti ; in particolare ho avuto modo di rilevare come la complessità  degli acconti provvigionali erogati da parte della Casa Mandante con conguagli di carattere negativo, sia molto presente, in particolar modo per  la figura degli agenti monomandatari, Il che va a determinare, inevitabilmente, una difficoltà da parte degli stessi, ad operare delle scelte “libere” circa la necessità e/o l’opportunità di proseguire il rapporto d’agenzia in quanto, tra le varie problematiche che si vanno a sviscerare, vale a dire, le indennità dovute ,provvigioni maturate e maturande, nonché altre questioni di carattere contrattuale  bisogna tenere conto anche di tali acconti provvigionali, cosiddetto “debito” maturato nei confronti della Casa Mandante ; a riguardo occorre innanzitutto notare come sull’argomento  siano intervenute sia  la giurisprudenza di legittimità (Cassazione Civile Sezione lavoro 20/3/2015 n. 5715), sia la giurisprudenza di merito (Tribunale di Monza Sezione Lavoro 7/7/2015) essendo tale una questione spesso dibattuta.

Il contenzioso che nasce tra agente e preponente, in merito  alla restituzione degli anticipi sulle provvigioni si verifica per lo più al termine del rapporto di agenzia, in particolare nel caso in cui è l’agente a recedere dal contratto (DIMISSIONI ).

Si sviluppa tale questione, spesso, nel momento in cui Casa Mandante abbia corrisposto all’agente delle provvigioni in eccesso, rispetto a quelle effettivamente maturate da quest’ultimo oppure delle provvigioni in eccesso  rispetto ai crediti dell’agente, derivanti a qualsiasi titolo dal rapporto di agenzia.

Le due sentenze richiamate , che si inseriscono in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato in materia, ribadiscono la restituzione in via giudiziale, ai sensi dell’art. 2033 del Codice Civile, degli anticipi provvigionali corrisposti in eccesso ad un agente.

I presupposti di tale restituzione o mancata restituzione sono:

  • che nel contratto di agenzia sia specificato che trattasi di un “anticipo provvigionale soggetto a successivo conguaglio”;
  • che nell’oggetto delle fatture sia inserita la dicitura “anticipo provvigionale” e non la dicitura “provvigioni” oppure quella “minimo garantito”;
  • che da parte della preponente,  l’avvenuto pagamento degli anticipi provvigionali sia provato in via documentale (ad esempio attraverso la produzione in giudizio delle copie delle disposizioni di bonifico bancario);
  • che la preponente dimostri in giudizio la mancata maturazione, da parte dell’agente, del diritto alle provvigioni ricevute, all’interno della durata del contratto di agenzia.

Qualora sussistano  tali presupposti, il contratto di  agenzia  potrebbe allora delinearsi come una valida base per ottenere in via giudiziale la restituzione degli anticipi delle provvigioni corrisposte  all’agente , dimostrando da parte della proponente, che sia dovuta la restituzione di tali anticipi per valide motivazioni di credito o conguaglio in eccesso.

Il  mio suggerimento è sempre quello di verificare, prima di intraprendere qualsiasi tipo d’azione, se vi siano o meno i presupposti richiesti dalla legge per poter ,nel caso dell’agente, contestare la richiesta di restituzione provvigioni e nel caso della preponente, chiedere quanto versato in eccesso.

Soltanto dopo un’attenta analisi dell’accordo negoziale, è possibile annullare in tutto  o in parte richieste, a volte anche non fondate ,da parte della Casa Mandante in relazione agli acconti provvigionali. Altro elemento da tenere in considerazione è l’aspetto fiscale  perché spesso Case Mandanti tendono ad  una “compensazione “tra provvigioni erogate e indennità, laddove le stesse sono soggette ad un regime fiscale differente ma su questo punto credo sia necessario un approfondimento di  carattere  ulteriore.

Avv. Maria Rosaria Pace

www.avvocatopace.com

 

10 pensieri su “Restituzioni acconti provvigionali-Quando e perché li richiede la Casa Mandante

  1. Morato Denis

    Buonasera , Le scrivo in merito ad un contratto agente di commercio con acconto provigionale monomandatario , sospeso dopo tre mesi di lavoro dalla casa mandante senza preavviso scritto. Tale situazione , tenendo presente che il mio lavoro basato sulla vendita di prodotti alimentari riguardanti la ristorazione , e basato sulla apertura di una zona nuova , dove l’azienda non era presente , questa situazione mi ha creato un danno economico , avendo un contratto determinato (un anno) , alla scadenza del contratto ho spedito lettera di recesso . Questa situazione , a livello economico mi ha creato molti problemi per i successivi nove mesi, avendo lavorato con risorse mie . L’azienda mi chiede la restituzione di tale somma , come mi devo comportare .
    Grazie .
    Dist. Saluti

    Rispondi
    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Buonasera Sig Denis.occorre valutare ,in primis,se nel contratto e’ previsto il periodo di prova,in via successiva occorrerà elaborare un conteggio relativo agli acconti provvigionali e valutare se la richiesta di restituzione degli stessi sia fondata o meno.Accade comunemente che le Aziende chiedano la restituzione degli acconti corrisposti.Sara’ necessario intervenire per contestare tali richieste.
      La saluto cordialmente,
      Avv Maria Rosaria Pace

      Rispondi
  2. Riccardo

    Buongiorno Avv. Pace,
    ho due domande in merito al suo articolo (le scrivo in qualità di agente).
    1. Ciò che ha scritto ha valenza anche per contratti plurimandatari?
    2. I 4 punti che ha elencato nell’articolo, si devono verificare tutti insieme oppure ne basta solo uno?
    Mi spiego meglio: sto per chiudere un mandato con un’azienda dopo 3 anni e mezzo circa e per tutto il periodo mi è stato corrisposto un “anticipo provvigionale” (indicato così in fattura, come da punto 2 dell’articolo). La zona seguita non potrà mai dare le provvigioni da loro pensate ed infatti l’anticipo è sempre stato superiore alle provvigioni effettivamente maturate, ma a tale anticipo o ad eventuali restituzioni non c’è nessun riferimento nel contratto (come da suo punto 1 <>), è solo un accordo verbale.
    Ho fatto diverse ricerche e non sono ancora riuscito a capire se mi possono chiedere la restituzione della differenza oppure no…

    La ringrazio anticipatamente per la Sua disponibilità,
    buona giornata

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    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Gentile Sig Riccardo per quanto concerne la prima domanda la risposta è affermativa :vale anche per i plurimandatari.
      I punti indicati nel mio articolo fanno riferimento a tutte le ipotesi che si possono verificare ma e’ necessario che anche solo una di questa si verifichi ai fini della restituzione.
      Nel contratto non e’ indicato acconto/anticipo provvigionale?
      Se mi invia il Suo contratto privatamente potrò essere più esaustiva
      pacemariarosaria1@gmail.com

      Un saluto

      Rispondi
  3. Francesco Gori

    Buonasera avvocato.
    il mio esempio : contratto monomandatario con anticipo provvigionale per i primi dodici mesi, a tempo indeterminato.
    Fatture emesse con dicitura : PROVVIGIONI.
    Zona di competenza affidatami con 0 clienti attivi e 0 euro di fatturato.

    Dopo 12 mesi l’azienda mi chiede la restituzione del surplus tra anticipo e maturato.

    Cosa fare ?

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    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Gentile Sig Gori innanzitutto io ccorre capire se all’interno dell’accordo negoziale è indicata la dicitura acconto provvigionale. In secondo luogo Le chiedo: Le arrivavano regolarmente gli estratti conto provvigionali? Ogni quanti mesi effettuavano i conguagli? Le è stata mai chiesta in questi mesi la restituzione degli acconti provvigionali non conguagliati in positivo ?
      Di regola gli acconti provv con conguagli negativi devono essere restituiti ma occorre valutare vari aspetti tra cui la trattenuta Enasarco sugli acconti ,le imposte fiscali sull’imponibile ….ecc
      Un saluto

      Rispondi
      1. Francesco

        Gentilissimo avvocato,
        In un anno di mandato non mi sono mai state fatte richieste ufficiali e non di restituzione degli acconti.
        Gli estratti arrivano puntuali ogni mese, Come le fatture che vengono emesse con dicitura provvigioni.
        I conguagli non sono mai stati fatti, in dodici mesi.
        Il mandato non prevedeva un pacchetto clienti, in quanto la zona di competenze ne era sprovvista…
        L’anticipo era legato a un budget di fatturato che non è stato raggiunto.
        Il mandato è un mandato monomandatario.
        Attendo un sua gentile risposta,ringraziandola anticipatamente.

        Saluti

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        1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

          Gentile Sig Gori
          Lei mi dice che sulle fatture e’ indicata la dicitura provvigioni per cui non possono chiedere un conguaglio.
          E poi ha verificato se l’estratto conto che Le inviano è effettivamente corrispondendente agli affari da Lei promossi ?
          Per ulteriori info mi contatti privatamente così potrò darLe tutte le delucidazioni .
          Avv Maria Rosaria Pace
          0823.1848857
          pacemariarosaria1@gmail.com

          Rispondi
  4. antonio

    Gent.mo Avv., vorrei chiederle un parere.
    La società per cui collaboravo ha disdetto il mandato.
    Dopo mi sono giunte richieste di restituzioni di acconti provvigionali, ma, nel contratto a tempo indeterminato c’è scritto che avrebbero effettuato conguaglio trimestrale, ma, non in riferimento agli anticipi.
    Ho operato per questa società per circa 2 anni, ma, mai mi hanno chiesto la restituzione e/o hanno bloccato l’anticipo provvigionale.
    Nel mandato non è scritto nulla degli anticipi provvigionali, ma, su un foglio a parte, che, non viene menzionato nel contratto come appendice.
    Inoltre, l’azienda mi ha passato 1 solo cliente in zona e io ho portato il fatturato con un 288% circa d’incremento in circa due anni.
    Verbalmente contestai il loro volere dell’aticipo provvigionale, perchè, dagli accordi verbali mi avevano risposto più volte che mai avrebbero chiesto indietro gli acconti.
    Un collega in altra provincia ha subito lo stesso trattamento, è fattibile in sede di causa dimostrare che l’azienda ha agito in malafede con la sola testimonianza, nonchè, documentazione del collega?
    Inoltre, quando mi è pervenuta la richiesta dopo ben 6 mesi, addirittura alla mia richiesta di documentazione in merito per valutare le loro richieste mi è stato risposto che :”è meglio che non richieda la documentazione, perchè, aggraverebbe ancor di più la sua posizione”, in parole povere dovrei soddisfare le loro richieste senza che mi abbiano prodotto documentazione per effettuare una verifica, così, come previsto dagli A.E.C.?
    La ringrazio per le risposte che potrà rimettermi e la saluto distintamente.

    Rispondi
    1. Avv. Maria Rosaria Pace Autore articolo

      Buonasera Sig Antonio
      All’interno del contratto deve essere specificato se saranno corrisposti acconti provvigionali (i quali sono soggetti a conguaglio trimestrale )oppure un fisso o solo provvigioni o un minimo garantito.
      Nel caso che mi ha descritto non è possibile richiedere la restituzione degli acconti se mai vi è stata una indicazione degli stessi contrattualmente.
      Le dico che tale problematica accade frequentemente ma vi devono essere presupposti specifici affinché possano essere richiesti i famosi anticipi provvigionali altrimenti ,come spesso ha ottenuto la sottoscritta ,vengono respinte tutte le richieste della Mandante .ma non solo!!
      Ai sensi dell’art 1749 c.c “ L’agente ha diritto di esigere che gli siano fornite tutte le informazioni necessarie per verificare l’importo delle provvigioni liquidate ed in particolare un estratto dei libri contabili.”
      Purtroppo le case mandanti,alle volte ,dopo una iniziale diffida ,hanno proseguito con un decreto ingiuntivo per ottenere quanto versato in eccedenza.
      Ma si può evitare tutto ciò!
      Qualora di Suo interesse può contattare lo studio .
      0823.1848857
      pacemariarosaria1@gmail.com
      Avv Maria Rosaria Pace

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