Flat tax incrementale per imprese e autonomi diversi dai forfettari: come funziona

Aggiornamento 29/11/2022

Come si calcola la Flat tax incrementale introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 per le partite Iva diversi da quelli che applicano il forfettario e risparmio fiscale potenziale

Flat tax incrementale fino a 40.000 euro di maggiore reddito di impresa e di lavoro autonomo rispetto al reddito d’importo più elevato, conseguito nel triennio 2020-2022.
Lo prevede l'articolo 12 introdotto nella bozza del disegno di Legge di Bilancio 2023.
Vediamo di che cosa si tratta e una simulazione di calcolo della flat tax incrementale.

La disposizione in questione prevede che, limitatamente al 2023, i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, diversi da quelli che applicano il regime forfetario, potranno applicare in via opzionale, in sede di dichiarazione dei redditi 2024 (in luogo delle aliquote per scaglioni di reddito stabilite dall’articolo 11 del Tuir), un’imposta del 15% sostitutiva dell’IRPEF e relative addizionali, sull’eccedenza del reddito d’impresa e/o di lavoro autonomo rispetto al più elevato importo del reddito d’impresa e/o di lavoro autonomo dichiarato negli anni 2020, 2021 e 2022.

Determinazione della base imponibile per il calcolo dell'imposta agevolata

In sostanza, l'imposta sostituiva agevolata si calcolerà applicando l'aliquota del 15% su:

- una base imponibile, comunque non superiore a 40.000 euro,
- pari alla differenza tra il reddito d’impresa e di lavoro autonomo determinato nel 2023 e il reddito d’impresa e di lavoro autonomo, d’importo più elevato, dichiarato negli anni dal 2020 al 2022,

- L’eventuale eccedenza rispetto a tale importo è soggetta ad IRPEF secondo i criteri ordinari (di tale eccedenza si tiene comunque conto ai fini della spettanza e per la determinazione di deduzioni, detrazioni o benefìci di qualsiasi titolo, anche di natura non tributaria, qualora il riconoscimento di detti benefici sia subordinato al possesso di requisiti reddituali).

È, inoltre, disposta una franchigia pari al 5% dell’importo più elevato dichiarato negli anni dal 2020 al 2022 (considerato nel calcolo della base imponibile), che resta assoggettata all’IRPEF secondo i criteri ordinari.

Ai fini della determinazione degli acconti dovuti (Irpef e relative addizionali) per il periodo d’imposta 2024 si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata non applicando le suddette disposizioni agevolative, ma applicando i criteri ordinari (le aliquote per scaglioni di reddito stabilite dall’articolo 11 del Tuir).

Flat tax incrementale: esempio di calcolo e potenziale risparmio fiscale

Da una prima interpretazione della disposizione contenuta nella bozza della manovra, proviamo ad ipotizzare un esempio pratico, per comprendere meglio come verrà determinata la base imponibile sulla quale applicare l'aliquota agevolata.
Ipotizziamo il caso di un contribuente che, in sede di dichiarazione dei redditi 2024, valuti la convenienza o meno di prendere in considerazione l'applicazione della Flat tax incrementale e che abbia conseguito redditi d’impresa e di lavoro autonomo nei seguenti periodi d'imposta:

Periodo d'imposta - Reddito di riferimento
periodo d'imposta 2023 - 90.000 euro
periodo d'imposta 2022 - 60.000 euro
periodo d'imposta 2021 - 35.000 euro
periodo d'imposta 2020 - 50.000 euro

Al fine della determinazione della base imponibile, sulla quale applicare l'aliquota del 15%, si dovrà innanzitutto calcolare la differenza tra:

- il reddito conseguito nel 2023 pari a 90.000
- e il reddito più elevato del triennio 2020-2022, che nel nostro esempio corrisponde a quello conseguito nel 2022 pari a 60.000 euro.

Avremo quindi una differenza pari a (90.000 - 60.000) = 30.000 euro

Dal tenore della norma, per determinare la base imponibile, si dovrà decurtare dalla differenza, il 5% dell’importo del reddito più elevato registrato nel triennio, ovvero a 3.000 euro (60.000*5%).

Otterremo una base imponibile pari a 27.000 euro (30.000 - 3.000), sulla quale dovrà essere applicata l'aliquota del 15%.

L'imposta sostitutiva sarà pari a 4.050,00 euro (Flat tax).

A questa si dovrà aggiungere l'imposta lorda calcolata per scaglioni, sulla differenza tra reddito conseguito nel 2023 e base imponibile sulla quale è stata applicata la flat tax incrementale, ovvero un'imposta lorda di 19.990 euro (calcolata sulla differenza tra 90.000 - 27.000 = 63.000).

Applicando la Flat tax incrementale il contribuente avrà un totale Imposte di 24.040,00 euro.

In maniera estremamente semplificata, senza considerare quindi detrazioni, addizionali ecc., il contribuente avrebbe un risparmio fiscale consistente, in quanto applicando le aliquote Irpef per scaglioni di reddito sull'intero reddito del 2023 di 90.000, avrebbe determinato un'imposta lorda pari a 31.600,00 euro contro i 24.040,00 euro.

Si fa presente che questa è una prima possibile interpretazione di una norma che, oltre ad essere ancora in bozza, desta diversi dubbi interpretativi e che ci auguriamo sia oggetto di chiarimenti futuri.


Fonte: FISCOETASSE.COM

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